Samuel Beckett / sans

Ruines répandues confondues avec le sable gris cendre vrai refuge. Cube tout lumière blancheur rase faces sans trace aucun souvenir. Jamais ne fut qu’air gris sans temps chimère lumière qui passe. Gris cendre ciel reflet de la terre reflet du ciel. Jamais ne fut que cet inchangeant rêve l’heure qui passe.

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7 commenti
  1. alfred58 ha detto:

    Beckett, Poesie in francese 1937 – 1939

    musique de l’indifférence
    coeur temps air feu sable
    du silence éboulements d’amours
    couvre leurs voix et que
    je ne m’entende plus
    me taire

    musica dell’indifferenza
    cuore tempo aria fuoco sabbia
    del silenzio crollo d’amori
    copri le loro voci e
    che io non mi senta più
    tacere

    « Beckett, Musique de l’indifférence ». L’accostamento di parole del secondo verso « coeur temps air feu sable », il piacere che deriva dallo scrivere o leggere una successione di parole, una proposizione, dove è stata abolita la congiunzione è un piacere affine a quello dei bambini che ripetono le parole appena udite solo per il “plaisir des mots” e il senso di potenza che suscita in loro la padronanza di un linguaggio. Non sono certo se qui siamo alla presenza di una figura sintattica (asindeto, ellissi), ma suppongo che potremmo intendere la successione delle parole sia come casuale, sia come voluta, legata al suono o al significato, cuore e tempo e aria e fuoco e sabbia.

    Movimento che non vediamo, invisibile movimento. Immobilità che non è presenza, ma traccia sulla sabbia. Qualcuno è passato di lì, ha lasciato traccia della sua presenza. Ecco, era là, è stato là, non l’abbiamo visto muoversi, ma ci sono tracce sulla sabbia, che presto saranno cancellate.

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  2. anonimo ha detto:

    Ah si … ricordo … Franco I e Franco IV, “Ho scritto t’amo sulla sabbia”, 1968.

    … Ho scritto t’amo
    sulla sabbia
    e il vento
    a poco a poco
    se l’e’ portato via
    con se’
    l’ho scritto poi
    nel mio cuor
    ed e’ restato li’
    per tanto tempo …

    -:))))))))))
    Ciao Alfre.
    ernie

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  3. alfred58 ha detto:

    Ernie, quand’è che diventi serio ?

    Franco I e Franco IV, me li ricordo…

    a.

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  4. anonimo ha detto:

    Eh no … questo è plagio! La battuta originale è “Babbo, quand’è che diventi serio!” Lo dice il figliolo del Perozzi in Amici Miei.
    Non volevo deridere le tue riflessioni, fratello. In alcun modo. Su … da ora in poi farò il bravo.
    e

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  5. alfred58 ha detto:

    un plagio involontario -:)))))))

    A proposito perchè I e IV. Tu che sai tutto sul pop, e anche di più.
    Tra l’altro ho avuto la fortuna di sentirti suonare la chitarra. quasi un Ralph Towner.

    a.

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