Michail Bachtin / satira menippea

La parola interiormente polemica — la parola che accenna a un’ostile parola altrui — è estremamente diffusa sia nella lingua della vita pratica, sia nella lingua letteraria ed ha un’enorme importanza nella formazione dello stile. Nella lingua della vita pratica appartengono a questo tipo tutte le parole «con allusioni offensive ad altri», le parole con «punzecchiature». Ma vi appartiene anche qualsiasi linguaggio sottomesso, ricercato, che ha rinunciato in precedenza a se stesso, un linguaggio con mille riserve, cedimenti, scappatoie, ecc. Un tale linguaggio sembra quasi contorcersi in presenza o nel presentimento della parola, della risposta, dell’obiezione altrui. La maniera individuale dell’uomo di costruire il proprio linguaggio è determinata in notevole misura dalla sensazione a lui propria della parola altrui e dei metodi di reagire ad essa.
Nella lingua letteraria l’importanza della polemica nascosta è enorme.

[M. Bachtin, Dostoevskij, poetica e stilistica, Einaudi, Torino, 1968, pp. 254-255]

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